Strana teoria di Gurka sulle difficoltà dello scopare

All’inizio degli anni novanta lavoravo in “Camila”, un negozio di scarpe da donne molto snob di Mendoza. In quesi giorni, mi occupavo specialmente di clienti del Cile. Il tasso di cambio risultava favorevole e le calzature di Argentina facevano impazzire le donne cilene. Mio padre mi sequestrava tutto lo stipendio per riparare la Renault di mia mamma con cui sono andato a sbattere.

Dopo essere usciti dalla discoteca “La Chimere”, una delle più famose nella città di Mendoza, ho datto la ragazza del mio amico Gurka un passaggio a casa, abitava nel quartiere “Unimev”. Dopo ho portato il mio amico a casa sua in centro e poi la mia ragazza. Lei abitava a Maipú, un quartiere lontano dal centro.

Ho dovuto remare sul dulce de leche con lei (questo è un modo di dire quando la ragazza vuole fare la preziosa), quasi mezz’ora in macchina, con una bottiglia di Gancia di mezzo.

Alle sette, tornando a casa con la soddisfazione per la serata passata, mi sono addormentato e sono andato a sbattere ,distruggendo la macchina.

E per questo che lavoravo… per evitare il figlicidio che mio padre voleva commettere.

Sabato mattina, due donne cilene sono entrate nel negozio. Erano due panterone, facce da puttane, sembravano milionarie, diciamo perfette. Mentre si provavano le scarpe, le donne hanno cominciato a flirtare con me. Mi hanno detto che i loro mariti le avevono lasciate sole a Mendoza per proseguire il loro viaggio verso Buenos Aires. La donna con la faccia più da puttana e più protesi al silicone scommetteva che i mariti erano di baldoria a Buenos Aires. Gli ho venduto quindici paia di scarpe e dopo ho fermato un taxi per portare le scatole. Mentre le donne salivano sull’auto me la sono giocata e gli ho chiesto di uscire. Rapidamente hanno detto di si e di portare un amico. Mentre il taxi se ne andava mi hanno chiesto l’età. Si sono rese conto che erano più grandi di quasi venti anni.

Quella notte, Gurka ed io siamo andati a cena al bar ristorante dell’hotel in cui alloggiavano le donne. Mi sentivo Gardel con la chitarra elettrica. Avevo vent’anni e due cougar spettacolari ci aspettavano a cena (se non l’avete capito una cougar è una donna matura a caccia di giovani).

La cena è stata solo un pro forma, poco dopo ci siamo tenuti per mano e abbiamo fatto battute a doppio senso. Prima della digestione eravamo ognuno in una stanza con una tardona. Era più di quanto potessimo desiderare. Soltanto la faccia del portiere dell’albergo mentre prendevamo l’ascensore ci era stata sufficiente. Ci parlavamo via citofono, per scherzo. In una chiamata, Gurka mi ha detto, quasi ordinandomi:

– Facciamo colazione insieme alle sei in Strauss.

Sono arrivato prima io, poi è arrivato lui. Si è unito all’ ‘ordinazione di croissants con formaggio e prosciutto. E visto che non avevamo speso soldi con le donne, Gurka ha ordinato Chivas per entrambi.

A un certo punto, mentre facevamo colazione, gli ho detto che doveva ringraziarmi. Gli ho procurato “Pension de Soto” (vitto, alloggio e sesso gratis); ha brindato, ma a disagio. Gliel’ho letto nello sguardo. Un gesto di disprezzo. Non ne ha fatto parola finché non ho parlato io.

– Che cazzo c’è adesso?

– Non mi piace il fatto che sia così facile – ha detto Gurka, come se non fosse necessario spiegarsi.

Naturalmente mi sono arrabbiato. Non solo era un ingrato, ma aveva anche annebbiato la mia felicità.

– Senti, figlio di puttana, ti procuro una zoccola pronta a farse chiavare senza preoccuparsi di niente, mangi gratis in uno dei migliori ristoranti di Mendoza, hai scopato nello stesso albergo che una volta non ti assunse come receptionist. Che altro vuoi?-

– Voglio difficoltà – ha detto Gurka – voglio essere io il cacciatore, lavorare sodo. Questo è come andare a caccia in uno zoo! – Ha concluso, quasi arrabbiato.

– Ma scusa, pensiamo sempre al sesso, praticamente non facciamo altro, e quando scopi hai questa teoria da dopo mezzanotte, e invece di goderti la vittoria schiacciante, ti esce il filosofo da poco per minimizzarla perche nell’altra squadra il terzino è stato espulso. Vaffanculo!

– Va bene, abbiamo fatto una goleada, ma mi piace di più un risultato 1-0 sull’ora in una partita difficile. Non è affar mio essere un oggetto sessuale.

Una barzelletta è sempre buona per scacciare la tensione, quindi ridiamo e chiediamo più Scotch per delle chiacchiere da amici.

La teoria di Gurka è che le difficoltà sono “il sale e pepe” del sesso. Io sostenevo che è inevitabile aver difficoltà ma non è niente di bello, proprio il contrario. Ogni volta che conoscevo una sciocca che voleva portarmi a casa dai suoi o mi raccontava che era vergine, mi autoconvincevo che il diavolo ha inventato i suoceri e la verginità, come tutto quello che ci proibisce di fare sesso. Se Dio esistesse, le donne farebbero il primo passo con gli uomini.

Allora Gurka mi parla di una volta in cui si è convertito all’evangelismo per fottere la figlia del pastore o quando ha dato prova di se stesso con una suora amica di sua cugina.

– Amico, ho rubato un bacio a una suora al cancello del convento. Capito? È come fare a braccio di ferro con Dio. Questo piccolo bacio di merda vale di più di cento scopate con cilene puttane anche se loro se lo facevano mettere in culo.

Iniziavo a capire sua logica. Ed è stato allora che lui ha detto una cosa senza senso…

– Sai qual è il mio sogno? Il mio vero sogno? Ancora più importante del San Martin giocando nella Serie A del campionato di calcio? Scoparmi un uomo.

Non sapendo se faceva sul serio, se era ubriaco o solo pazzo, gli ho detto:

– Esci di notte sulla strada Mitre e Necochea e troverai una grande quantità di trans aspettando – lui ha finalmente scoperto il suo gioco.

– Testa di cazzo, non ho detto un frocio, ho detto un ragazzo – Dopo avere sorseggiato il suo drink ha proseguito – Un tizio, un uomo, uno che non voglia, uno che si arrabbi, che ti dia un pugno. Ad esempio; il papà di Oso.

Mi sono strozzato. Atilio, il papà di Oso, dipendente della Banca nazionale, grosso, fanatico calcio e grande giocatore di Rugby.

Gurka ha continuato a parlare:

– Immagina convincere Atilio di mettersi a carponi. Quella è una sfida. Non scopare una cilena puttana. Sai perchè San Martin ha attraversato la cordigliera delle Ande? Perchè era difficile, amico, perchè era difficile. A lui non fregava un cazzo dei fratelli dell’America Latina. Lui voleva una sfida. Se tutti la pensassero come te, San Martin si sarebbe accontentato di attraversare una pozzanghera e liberare i vicini.

Ho ordinato un caffè e ho portato la coversazione sulla roulette. Era l’unica cosa per distrarlo quando faceva. Verso le nove, quando Strauss cominciava a riempirsi di vecchietti, ce ne siamo andati tranquilli, discutendo ormai se un croupier può o no farti uscire tre 14 di fila.

 

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